dilluns, 24 de desembre de 2012

TRES REIS (I UNA PETXINA CLOSA)











"Persia si è una provincia grande e nobile certamente, ma al presente l'hanno guasta i Tarteri. In Persia è l[a] città ch'è chiamata Sabba, dalla quale si partirono li tre re ch'andarono ad adorare a Cristo quando nacque. In quella città e' sono seppelliti gli tre Magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti interi con barba e co' capegli. L'uno ebbe nome Baltasar, l'altro Melchior, e l'altro Guaspar. Messer Marco domandò piú volte in quella citta di questi tre re: niuno gliene seppe dire nulla, se no' ch'erano tre re seppelliti anticamente. E andando tre giornate, trovarono un castello chiamato Galasaca, cioè a dire, in francesco, castello degli oratori del fuoco. È ben vero che quegli del castello adorano il fuoco, ed io vi dirò perché. Gli uomini di quello castello dicono che anticamente tre re di quella contrada andarono ad adorare un profeta, lo quale era nato, e portarono tre offerte: oro per sapere s'era signore terreno, incenso per sapere se era Iddio, mirra per sapere se era eternale. E quando furo ove Iddio era nato, lo minore andò in prima a vederlo, e parvegli di sua forma e di suo tempo; e poscia il mezzano, e poscia il maggiore, e a ciascuno p[er] sé parve di sua forma e di sua etade; e riportando ciascuno quello ch'aveva veduto, molto si maravigliarono e pensarono d'andare tutti insieme. Andando insieme, a tutti parve quello ch'era, cioè fanciullo di tredici giorni. Allora offersono l'oro e lo incenso e la mirra, e il fanciullo prese tutto; e lo fanciullo donò agli tre re uno bossolo chiuso, e gli re si mossono per tornare in lor contrada."

 Marco Polo, "Della grande provincia di Persia e de' tre Magi", a Il Milione (1298)

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